Giuseppe Falcone

Giuseppe Falcone, nato a Roccella Ionica l’ 8 Giugno 1932, è stato uno scienziato delle Lingua, glottologo e dialettologo italiano, specialista in Dialettologia calabrese ed in Linguistica greca medievale e moderna.

Dopo la Laurea in Lettere classiche presso l’ Ateneo di Messina -con una tesi in Glottologia sulla parlata ellenofona di Gallicianò- e dopo le prime esperienze di insegnamento nelle Scuole medie e nei Licei, si trasferì a Bari, ove divenne Assistente ordinario presso la Cattedra di Storia della lingua e della grammatica italiana  alla Facoltà di Magistero, al seguito del Maestro e Collega Prof. Oronzo Parlangeli, prematuramente scomparso.


La tesi, insignita della dignità di stampa, diventerà nel 1973 un volume, IL DIALETTOROMAICO DELLA BOVESIA, pubblicato dall’ Istituto Lombardo di Scienze e Lettere ; con questo contributo Falcone entrò, come lo studioso più documentato, nell’ acceso dibattito storico tra i sostenitori dell’ origine bizantina ( o della deuteroellenizzazione)  e quelli dell’ origine megaloellenica ( o della protoellenizzazione) delle colonie ellenofone ancora oggi presenti in Italia meridionale.


La sua documentazione, frutto di una lunga ricerca in tutte le comunità romaiche della Calabria, avallava i risultati di altri studiosi sostenitori dell’ origine bizantina, già affermata da Giuseppe Morosi.
Ulteriori, continue ricerche dello studioso attestavano il processo di romanizzazione del BRUTTIUM sotto un  triplice profilo: archeologico-epigrafico, con raccolta di tutte le testimonianze delle ville e reperti romani delle zone di Sibari, Crotone, Petelia; storico- istituzionale, con raccolta di notizie sulle fondazione di colonie romane e municipi; linguistico, con raccolta di tutti i relitti  antroponimici e toponimici  e  degli apporti lessicali tardo-latini.

Fin dal 1970 Falcone è a Messina, incaricato dell’ insegnamento di Glottologia  per Lettere classiche ( che resse per qualche anno ) e titolare della Cattedra di Dialettologia italiana, che tenne ininterrottamente, con grande meticolosità e puntualità, fino al 2002, anno del collocamento a riposo.

Più di cento furono le tesi di laurea assegnate in questo trentennio, molte delle quali sperimentali, con indagini condotte direttamente sul campo.

Numerosissime e variegate le pubblicazioni, con interessi molteplici che spaziano dalla glottologia alla dialettologia ( calabrese, siciliana e pugliese, con particolari attenzioni rivolte alle minoranze linguistiche neogreche, albanesi e galloitaliche ), alla sociolinguistica, alle dinamiche dell’ interazione dialetto-lingua, all’ onomastica e alla toponomastica, all’ etimologia, alla demologia ed ad una branca impegnativa quale la lessicografia, frutto di un’ estenuante compilazione di elenchi sistematici, divenuti poi veri e propri archivi, in tempi in cui la digitalizzazione non esisteva.

Giuseppe Falcone è stato membro del Comitato Centrale della Carta dei Dialetti Italiani, del Comitato Meridionale e di Coordinamento del Centro di Studi per la Dialettologia Italiana ( e di questo Comitato responsabile per la Calabria ), della Società Italiana di Glottologia, dell’ Associazione Linguistica Salentina, dell’ Accademia Peloritana dei Pericolanti; socio onorario di istituzioni scientifiche e culturali italiane e straniere; presidente di concorsi di poesia dialettale, direttore della sezione di studi filoellenici dell’ UTE-TL della Locride.

Si è occupato di linguistica forense effettuando numerose perizie fonico-linguistiche in procedimenti penali; ha organizzato e partecipato a congressi sia nazionali che internazionali; ha fatto parte del comitato di redazione di riviste scientifiche, quali, a puro titolo esemplificativo,  “Studi Linguistici Salentini”; ha collaborato, negli ultimi anni della carriera e anche dopo il pensionamento, al progetto “ Lessici tecnici”, in cooperazione con la cattedra di Filologia classica dell’ Università di Messina; ha tenuto corsi di aggiornamento per Docenti delle Scuole elementari, medie e superiori.

Ha ricevuto premi ( Premio Pino d’ oro, Premio Dei due mari, Premio Cassano, etc. ) e riconoscimenti, tra i quali l’ istituzione del Centro di Studi per la Dialettologia italiana a lui intitolato presso la Casa della Cultura a Roccella Ionica, grazie a alla sinergia tra l’ Amministrazione comunale e l’ Associazione Culturale  “Roccella com’ era “, di cui fu socio fondatore e mentore.

Egli amava definirsi un infaticabile ricercatore: siamo negli anni ’60 del ‘900, era da poco iniziato il periodo “ eroico” della Carta dei Dialetti Italiani e tra i primi a condurre le inchieste ci fu Giuseppe Falcone, che compare nelle prime MILLE INCHESTE DELLA CARTA DEI DIALETTI ITALIANI a Roccella Ionica, Stignano, Pazzano, Benestare, San Giovanni di Gerace, Grotteria, Zija, Agromastelli.

Interessante rileggere, a tanti anni di distanza, questa sua definizione dell’ informatore ideale: “colui che conosce direttamente il dialetto e lo parla correntemente per abitudine acquisita, che è tranquillo, disinvolto, discretamente loquace e buon narratore; requisiti ben diffusi nei contadini di età media tra i 40 e i 50 anni “.

Realizzò moltissime altre inchieste in tante altre località della Calabria, collaborando anche con il Dott. Rensch dell’ Università di Colonia e con il Prof. Karanastasis dell’ Università di Atene.

Frutto di questo fruttuoso periodo di studio e ricerco è il suo fondamentale contributo ai PROFILI DEI DIALETTI ITALIANI con la monografia dedicata alla Calabria, pubblicata nel 1976, presso l’ Editore Pacini di Pisa. Da tutte le analisi raccolte nel volume CALABRIA, si evincono le seguenti distinzioni linguistiche: molti dialetti del territorio settentrionale sono fondamentalmente di tipo “ siciliano “ senza metafonia ( ma con molte forme dittongate, forse più recenti ); molti dialetti del territorio centrale conoscono un sistema di compromesso con dittongazione; molti dialetti del territorio meridionale continuano lo stesso sistema di compromesso, mentre quelli del territorio reggino conoscono il sistema di tipo “ siciliano “ senza forme metafonetiche.

Infine, egli amava definirsi come intellettuale organico, cioè non avulso, decontestualizzato, ma ben inserito nelle vicende storico- culturali dei suoi tempi: Attivo, fin da giovanissimo, nelle fila del Partito Comunista Italiano, fu Vicesindaco di Roccella Ionica e Consigliere provinciale; ma, soprattutto, fu sostenitore e fautore, appassionato e carismatico, della lotta bracciantile reggina per l’ emancipazione dal latifondo nell’ immediato secondo dopoguerra.

Ebbe grandi capacità affabulatorie, eloquio trascinante, disponibilità ad ascoltare, interesse sincero nel domandare, mosso da quella DOCTA CURIOSITAS che fu il motivo portante della sua intera esistenza.

Giuseppe Falcone morì, dopo breve malattia, a Marinella di Bruzzano, il 17 Giugno 2014.

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